postato da Katherjne alle ore 23:36
domenica, 17 febbraio 2008
Il ciarlare è un buttar fuori discorsi lunghi e sconsiderati;
e il ciarlatore è un tale che, a uno che non conosce, gli si pone a sedere accanto e, in primo luogo, gli tesse l'elogio della propria moglie, poi gli racconta il sogno che ha fatto la notte, indi gli passa in rassegna, a uno a uno, tutti i cibi che ha mangiati a pranzo;poi, se la cosa va avanti con successo, si mette a dire che la gente d'oggi è molto più cattiva di quella d'una volta, e che le granaglie si sono vendute in piazza a buon mercato, e che in città vi sono molti forestieri, e che a cominciare dalle Dionisie il mare è navigabile; e che se Zeus manderà pioggia più abbondante, i prodotti della terra saranno migliori, e che per l'anno nuovo vuol coltivare un campicello, e che la vita è difficile, e che Damippo alla festa dei Misteri ha dedicato la fiaccola più grande, e quante sono le colonne dell'Odeon; ed ancora:
«Ieri ho vomitato» e «Che giorno è oggi?».
E se uno ha la pazienza di sopportarlo, non si stacca più, e dice che nel mese di Boedromione ricorrono i Misteri, nel mese di Pianepsione le feste Apaturie, nel mese di Posideone le Dionisie campestri.
Ed invero, se uno vuole che non gli venga la febbre, deve fuggire lontano da codesta gente a braccia sciolte e gambe levate: giacché è gran fatica riuscire a tener testa a chi non sa distinguere tra ozio ed occupazione.
(Dai "Caratteri" di Teofrasto)